GESTIONE PATRIMONIALE

DOTT. MASSIMILIANO FERRARI

COMMERCIALISTA

Massimiliano Ferrari nasce a Lecco il 12 ottobre 1970. Vive da sempre nella città d’ origine, dove frequenta gli studi tecnici ad indirizzo commerciale, per poi laurearsi con il massimo dei voti presso l’Universita’ “Luigi Bocconi” di Milano, con una tesi sull’utilità di un testo unico per le imprese no-profit.

Specializzato nella libera professione si mette ben presto alla prova nella gestione societaria, nella consulenza fiscale tributaria e societaria e nella revisione dei conti; si specializza infine  nelle aree del contenzioso e della formazione.

Si occupa in prima persona di formazione, per associazioni di categoria, enti ed aziende private proponendo corsi, eventi e convegni su contabilità e bilancio, approfondimenti normativi, controllo di gestione e fiscalità in genere.

Formatore presso diverse Associazioni di Categoria del territorio, Società Interinali per la formazione e a livello nazionale presso Organismi di Formazione accreditati

Dal 2012 è mediatore civile commerciale presso AccademiADR, Camera di Commercio di Lecco, Camera di Commercio di Sondrio.

Dott. Ferrari, quali sono le conseguenze del Covid 19 sui genitori separati?

“L’attuale emergenza sanitaria ha comportato la chiusura di tutte le attività definite “non essenziali” provocando una pesante crisi economica.

Tale situazione avrà ripercussione pesanti anche nei confronti dei genitori separati i quali riscontreranno difficoltà nel garantire la corresponsione dell’importo previsto in sede di separazione o divorzio o di affidamento. Non essendoci alcun intervento da parte del Governo sul punto, il soggetto obbligato, sarà tenuto a far fronte all’obbligo di mantenimento anche in caso di estrema difficoltà. Il mancato versamento dell’assegno di mantenimento determinerà conseguenze sia dal punto di vista civile sia sotto il profilo penale”

Quali sono le condizioni che si devono verificare per fare in modo che l’assegno di mantenimento del coniuge sia una spesa deducibile?

“Innanzitutto deve verificarsi almeno una delle seguenti condizioni:

-Separazione dei coniugi;
-Scioglimento o annullamento del matrimonio;
-Altro provvedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio;

Dopodiché è necessario che l’agevolazione riguardi solo l’assegno di mantenimento corrisposto all’ex coniuge (e non ai figli) e che la somma corrisposta sia quella disposta dal giudice in quanto non può essere dedotta la somma versata a titolo volontario.
Inoltre è fondamentale che l’assegno sia versato periodicamente”.

Analizzando la situazione economica familiare di due ex coniugi, ad esempio uno lavoratore dipendente e l’altro libero professionista, compiti dalla crisi dovuta all’emergenza Covid, cosa si può dedurre?

” Analizzando ora la situazione economica familiare di due ex coniugi, si può notare come tale emergenza abbia avuto un impatto negativo sul reddito di entrambi i soggetti, anche se in misura differente.

Per il lavoratore dipendente si stima infatti un calo di circa l’8% del reddito annuale. Nel periodo compreso tra marzo e maggio di cassa integrazione, ha percepito l’80% di 1.350,00 e nei mesi a seguire lo stipendio ridotto mensilmente del 4%.

Diversamente, il reddito del lavoratore autonomo operante nel settore della ristorazione, è stato colpito in maniera rilevante soprattutto nei primi 3 mesi di allerta Covid-19 per inattività, registrando come unica entrata il bonus 600 euro (come da DPCM del 11 marzo). Determinando una diminuzione del fatturato mensile pari al 74% rispetto al periodo precedente. La ridotta capacità di reddito del soggetto obbligato diviene un valido motivo per richiedere la revisione dell’assegno”.

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