Elenco Periti Esperti

AccademiAdr si avvale di un elenco di professionisti che abbiano acquisito, nel corso degli studi e/o delle attività professionali svolte, approfondite conoscenze in uno o più campi, pertanto in grado di effettuare perizie su commissione.

perito mediazione

STUDIO TECNICO

GEOM. ROMEO RADICE

http://www.studiotecnicoradice.it/contatti.html

Opera nel settore dell´edilizia dal 1999, forte di 10 anni di collaborazione con uno studio di Architettura ed esperienze maturate nel campo delle costruzioni edili, topografia e catasto.
Regolarmente abilitato all’esercizio della professione con iscrizione presso il Collegio dei Geometri della provincia di Monza e della Brianza dal maggio 1999.
“Crediamo fortemente nella deontologia professionale e fedeli a questo principio cerchiamo sempre di mettere i nostri clienti nella condizione di conoscere la situazione in modo semplice e chiaro”.

MIRIAM FUMAGALLI PERITO MEDIAZIONE

ING. MIRIAM FUMAGALLI

Ingegnere iscritto all’Albo professionale dal 1985, perito del locale Tribunale civile e penale.
Esperienza ventennale in società di servizi d’ingegneria a supporto di enti pubblici e privati in relazione a gare d’appalto, qualità materiali e prodotto, verifiche economiche-tecniche di strutture civili, infrastrutture. Lavora per società private nella gestione e valorizzazione del costruito.
Membro effettivo della Commissione Censuaria Catasto Fabbricati, Agenzia delle Entrate.
Membro effettivo del Comitato tecnico per le quotazioni immobiliari di OMI – Osservatorio del Mercato Immobiliare, Agenzia delle Entrate.
Arbitro presso la Camera di Commercio di Bergamo, conciliatore professionale.

ARCH. IVAN GEBBIA

Architetto con esperienza ventennale specializzato in progettazione architettonica e urbanistica per conto di enti pubblici, privati, società e imprese di costruzioni. Esperienza consolidata nei seguenti settori di attività: nuove edificazioni, ristrutturazioni e riqualificazioni di edilizia residenziale, commerciale, terziaria, assistenziale e industriale; pianificazione territoriale e urbanistica; direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza; preventivazione e contabilizzazione dei lavori; sicurezza e igiene sul lavoro; attività di consulenza tecnica in ambito edile, urbanistico, estimo e sicurezza sul lavoro. Libero professionista iscritto all’Ordine degli APPC di Milano e all’albo dei consulenti tecnici del Tribunale di Milano.

caldara giuseppe mediatore

DOTT. GIUSEPPE CALDARA

Odontoiatra dal 1989, è Fiduciario di diverse Compagnie di Assicurazione in ambito di responsabilità professionale, iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici presso il Tribunale di Bergamo. Specializzato in Odontologia Forense presso l’Università degli Studi di Firenze, è abilitato inoltre allo svolgimento della professione di Mediatore Civile e Commerciale.

Consulenza tecnica in mediazione: è possibile? Quando e  come viene fatta?

consulenza tecnica in mediazione

Consulenza tecnica in mediazione: aspetti normativi

All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il Responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta giorni dal deposito della domanda.

Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato.

Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento.

Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l’Organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari.               

Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell’Organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell’Organismo.

Il mediatore si adopera affinchè le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia.

Quando non può procedere ai sensi del comma 1, ultimo periodo, il mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali. Il regolamento di procedura dell’organismo deve prevedere le modalità di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti.                                                                                   

Consulenza tecnica in mediazione: quando è utile?

La consulenza tecnica in mediazione può rivelarsi uno strumento estremamente utile in questi casi:

  1. quando la concreta possibilità di accordo rischia di sfumare allorquando le parti non siano in grado, nonostante gli elementi emersi e sopra descritti, di convenire sull’estensione, sui confini o comunque sul valore del “bene” e non si riesca ad uscire dall’impasse con il ricorso a strumenti più snelli;
  2. quando la materia del contendere  è caratterizzata da un tasso di tecnicismo tale per cui non se ne può prescindere;
  3. quando il  mediatore, sollecitato dalle parti o da una di esse nella formulazione della proposta, ritenga sia necessario acquisire tale dato tecnico.

Ecco alcuni esempi pratici in cui la consulenza tecnica può servire alle parti e aiutarle a trovare una soluzione equa:

quantificazione del danno alla persona, in caso di responsabilità medica; valore delle singole quote ereditarie nelle controversie divisionali; valorizzazione delle quote societarie; perizia econometrica quando l’istante contesti l’anatocismo bancario/applicazione di interessi oltre il tasso soglia; sfratto per morosità: mediazione demandata dal giudice, ove il conduttore chieda la riduzione del canone per vizi e difetti dell’immobile locato.

Consulenza tecnica in mediazione: è valida e producile nel giudizio?

La giurisprudenza si è interrogata su vari aspetti della consulenza tecnica in mediazione, in particolare, della possibilità, in caso in cui non si avvenga a un accordo, di produrla e utilizzarla nel successivo giudizio.

Sono stati individuati tre requisiti che la consulenza tecnica in mediazione deve avere per essere presa in considerazione nell’eventuale giudizio.

  1. IL CONSULENTE DEVE ESSERE ISCRITTO PRESSO GLI ALBI DEL CONSULENTI PRESSO I TRIBUNALI

La scelta del consulente deve ricadere  su quegli  esperti che, in possesso dei requisiti per l’iscrizione agli albi presso i Tribunali, hanno messo al servizio del Giudice la propria professionalità e competenza.

Nell’accettare l’incarico, il consulente indicherà per iscritto l’assenza di motivi di incompatibilità e rende dichiarazione di imparzialità.

Inoltre, il consulente non potrà raccogliere o riportare dichiarazioni delle parti, salvo espresso consenso di entrambe.

2. LE PARTI ACCONSENTONO ALLA PRODUZIONE DELLA CONSULENZA

Va specificato, nel verbale di mediazione in cui il mediatore conferisce l’incarico al tecnico, se la perizia sarà da ritenersi riservata a producibile il giudizio.

In assenza di specificazione, la Giurisprudenza volge nel senso della producibilità: la stessa, infatti, non è il frutto di dichiarazione ed informazioni di parte, ma dell’elaborazione tecnico-specialistica di un soggetto terzo sulla base di elementi oggettivi.

3. RISPETTO DEL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO

Concordare l’elenco della documentazione condivisa tra le parti da sottoporre al CTU, eventualmente anche autorizzandolo a richiedere documentazione ulteriore o eseguire accessi presso gli uffici.

Per rispettare il principio del contraddittorio è necessario prevedere nel verbale la nomina o la possibilità di nomina entro un termine di consulenti di parti, il successivo l’inoltro della bozza di relazione alle parti o ai consulenti nominati   e concessione di un termine per eventuali osservazioni prima del deposito della relazione finale alla Segreteria dell’organismo.

Consulenza tecnica in mediazione: quali sono i vantaggi

Ecco alcuni tra i vantaggi della consulenza tecnica in mediazione:

Le parti potranno sottoporre di comune accordo al consulente i quesiti che meglio rispondano agli interessi coinvolti nella lite;

I costi della consulenza in mediazione sono più vantaggiosi di quelli del giudizio, oltre che prevedibili, anche tenuto conto del fatto che il regolamento di procedura dell’organismo prevede le modalità di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti, in linea usualmente con le modeste indennità di mediazione previste per legge e, in termini di convenienza economica, anche alla luce di eventuali convenzioni stipulate dall’organismo

La C.T.M. si adatta ai tempi di svolgimento e conclusione del procedimento di mediazione, che sono disponibili dalle parti e meno formali di quelli di un procedimento giudiziale.

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