VUOI FARTI UN REGALO DI QUALITA’? DIVENTA MEDIATORE FAMILIARE!

Quante volte, verso fine dicembre, vi siete ritrovati a stilare una lista di obiettivi per il nuovo anno mentre parlavate con amici, parenti, o anche solo tra voi e voi?

Quanti di questi obiettivi siete poi riusciti a mettere effettivamente in pratica?

Se la risposta alla prima domanda è “molte volte” e la risposta alla seconda è “pochi obiettivi”, allora sarai d’accordo con me:
basta coi buoni propositi! E’ tempo di agire!

Pensa a quelle cose che vuoi assolutamente fare per sentirti te stesso, per stare bene e per arrivare alla fine di un altro anno felice che sia trascorso!

Se vuoi aiutare le coppie che intendono separarsi e desiderano concordare le condizioni della separazione, fuori dalle aule dei tribunali, in un ambiente neutro e riservato, decidendo in prima persona quale sarà il futuro proprio e dei propri figli senza lasciarlo fare ad altri;

Se vuoi aiutare tutti coloro che, all’interno della famiglia, vivono un conflitto e vogliono tentare di risolverlo direttamente, senza delegare a ciò l’autorità giudiziaria la quale non può far altro che limitarsi ad un’analisi superficiale e standard di problematiche che invece richiedono per loro natura un’analisi più approfondita e personalizzata;

Se vuoi offrire una possibilità alle coppie in separazione di riorganizzare la propria vita secondo i bisogni reali propri e dei figli;

Allora questa è la tua occasione per iniziare un percorso per diventare MEDIATORE FAMILIARE!

COSA FA IL MEDIATORE FAMILIARE

ll mediatore familiare:

 – accoglie le persone ed il loro disagio;

 – ascolta i bisogni e le esigenze di ciascuno;

 – tiene conto del punto di vista di tutti e ne valorizza le risorse;

 – aiuta le parti a comunicare in maniera rispettosa;

–  stimola le persone a trasformare il conflitto in qualcosa di costruttivo nell’interesse di entrambi e degli eventuali figli;

 – sottolinea l’importanza di decidere del proprio futuro in prima persona;

–  mette al centro della negoziazione l’interesse dei figli;

–  conduce le parti alla ricerca di un accordo personalizzato e vincolante

COSA NON FA IL MEDIATORE FAMILIARE

Il mediatore familiare:
–  non parteggia per nessuno perchè è un soggetto terzo che ha una posizione imparziale rispetto agli interessi in gioco;
– non rivela a nessuno ciò che viene a sapere nel corso della mediazione perchè è tenuto al segreto professionale (quindi non può nemmeno rendere testimonianza su tali circostanze);
–  non giudica l’operato delle parti perché il suo compito è accogliere e consigliare, non esprimere valutazioni;
–  non si occupa del passato (che non può essere più modificato) ma lavora sul presente e sul futuro (che sono ancora da costruire);
–  non impone soluzioni pre-confezionate perché il suo obiettivo è ascoltare le parti ed aiutarle a trovare una soluzione personalizzata, giusta per le loro specifiche esigenze;
–   non tenta di riconciliare né di separare i coniugi ma li stimola a capire ciò che realmente vogliono per se stessi e per la loro famiglia;
–   non fa’ terapia di coppia ma aiuta le parti a riorganizzare le loro relazioni.

La Mediazione può aiutare le coppie a comprendere che ci possono essere delle alternative percorribili anche nella gestione della separazione tenendo presente che solo e soltanto i protagonisti sanno cosa è meglio per la riorganizzazione del loro nucleo familiare e che un rapporto genitoriale sano è l’unico modo per offrire ai figli un esempio di responsabilità e regalargli la serenità di cui hanno bisogno e diritto.

Se vuoi diventare mediatore familiare ORA è il tuo momento!

CORSO BIENNALE
DOVE:Bergamo
QUANDO : il sabato a partire da marzo 2019
RICONOSCIUTI DAL COA BERGAMO 20 CREDITI FORMATIVI IN DIRITTO DI FAMIGLIA PER OGNI ANNO –

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MEDIARE O NON MEDIARE: QUESTO E’ IL PROBLEMA!

Come avvocato a volte mi viene chiesto dai potenziali clienti se posso mediare un caso per loro.

Ciò non mi è normalmente possibile se ho già ricevuto informazioni sul caso da loro.

La ragione è che non è possibile per me mediare la controversia senza il consenso delle altre parti, perché come mediatore devo essere completamente imparziale.

Tuttavia, poiché ho avuto tante esperienze di mediazione, incoraggio attivamente la risoluzione delle controversie prendendo in considerazione gli strumenti alternativi al giudizio, o meglio direi complementari, perché mai una procedura ADR si può sostituire al giudizio.

Esistono molti tipi di risoluzione alternativa delle controversie, come ad esempio la negoziazione, la mediazione, l’arbitrato. Alcuni dei vantaggi e degli svantaggi di cui sopra sono i seguenti:

1. Negoziazione I negoziati sono di solito condotti tra le parti, quindi con  meno formalità e può essere utilizzato virtualmente in qualsiasi momento anche se è certamente più efficace all’inizio di una controversia, quando il conflitto è ancora gestibile dalle parti e dai loro avvocati.

2. MediazioneQuesto può essere uno strumento di grande successo per raggiungere un accordo perché il mediatore indipendente può spesso rompere un punto morto quando le parti non possono vedere una via da seguire.

3. Arbitrato  Un’altra opzione è l’arbitrato, in base al quale una terza parte indipendente prende una decisione vincolante per le parti.

4. Med-arb,  E’ un processo di mediazione al termine del quale le parti possono scegliere che il mediatore fornisca una decisione come arbitro.

Conclusione sull’opportunità di mediare o meno: È chiaro che ci sono un certo numero di opzioni da considerare in ogni caso, ma l’ADR dovrebbe essere incoraggiato dal momento che iniziare o continuare  un giudizio ordinario è rischioso e stressante. La tendenza dei tribunali è di penalizzare le parti che non hanno preso in considerazione la risoluzione alternativa delle controversie e quindi è necessaria una buona conoscenza dei sistemi ADR ed esperienza nella scelta del procedimento giusto!

 

Mediazione e Formazione: AccademiADR sbarca a Crema!

AccademiADR sbarca a Crema. La notizia è stata ufficializzata in questi giorni dall’Avv. Alessandra Grassi, responsabile dell’Organismo: “Attendevamo l’accreditamento ufficiale da parte del Ministero della Giustizia per dare questa comunicazione. Crema è un’area che riteniamo rilevante, non solo perchè limitrofa al territorio bergamasco, bensì perché vanta un bacino d’utenza numericamente importante e qualificato. Abbiamo così voluto mettere a disposizione il nostro spazio libero di mediazione, ai professionisti cremaschi che hanno evidenziato e manifestato, in questi primi mesi di attività di AccademiADR, una particolare sensibilità nei confronti delle ADR stesse”. Grazie al contributo dello studio Ferrari e Associati di Lecco è stata individuata per l’incarico di referente la D.ssa Michela Torti, affermata e conosciuta commercialista cremasca, che ha dato sin da subito la sua disponibilità a collaborare con AccademiADR, che ha aperto le porte dei suoi uffici ubicati in via Piacenza 34/a alla mediazione civile e commerciale.

Oltre alle attività di mediazione, anche a Crema, come già nelle altre province ove è presente, AccademiADR significherà anche Formazione, tanto che, già nel giorno dell’inaugurazione, che avrà luogo il giorno 21 aprile, è stato organizzato un evento gratuito, dedicato ai professionisti avvocati sul tema “A.D.R. ISTRUZIONI D’USO PER AVVOCATI”, evento che è già in fase di accreditamento presso il CNF. Per tutte le informazioni si invita a consultare la pagina del sito istituzionale www.accademiadr.it o contattare la segreteria al nr. 035.0800136.

Crisi della giustizia e ADR: se ne parla a Treviglio con AccademiAdr

AccademiAdr, il nuovo O.d.M. ed Ente di Formazione bergamasco iscritto presso il Ministero della Giustizia, ha organizzato un convegno sul tema “Le nuove frontiere della giustizia alternativa” che avrà luogo a Treviglio (Bg) presso la sede di Qcom, partner dell’iniziativa e che nell’occasione farà da padrone di casa. Quello che si preannuncia un importante momento di confronto sul tema, grazie agli interventi di importanti specialisti, prevede la partecipazione di professionisti del settore ed importanti rappresentanti di aziende locali. E’ un dato di fatto come il tema trattato susciti oramai notevole interesse. Non si parlerà solo della crisi della giustizia ordinaria e dell’interazione che le ADR hanno fattivamente con il sistema aziendale italiano, considerato il crescendo che ha per assoluto protagonista la Mediazione civile e commerciale, ma verrà data particolare evidenza anche a tutte le forme alternative di risoluzione dei conflitti di cui spesso non si parla e di cui, purtroppo, si ignora l’efficacia. Sotto l’occhio vigile della Responsabile dell’Organismo e dell’Ente AccademiAdr, l’avv. Alessandra Grassi del Foro di Bergamo, che interverrà sul tema “La crisi della giustizia ordinaria e i metodi alternativi delle controversie”, interverranno in primis l’avv. Elena Pegoraro, del Foro di Milano, che relazionerà su “La Mediazione una strategia per risolvere i conflitti”. E’ poi previsto l’autorevole intervento del Dott. Massimiliano Ferrari che metterà a fuoco la mediazione aziendale, cui seguirà il Dott. Emanuele Comi, esperto in economia, che ci fornirà un quadro generale sulla mediazione tributaria. L’avv. Zaira Pagliara, del Foro di Milano, introdurrà gli intervenuti sul tema specifico della mediazione scolastica, mentre verrà aperta una particolare finestra sul mondo della mediazione familiare grazie all’intervento dell’avv. Alessandro Pedone del Foro di Bergamo. Di tutt’altra natura sarà infine il focus dedicato alla mediazione sportiva, grazie all’intervento del Dott. Massimiliano Mariano, esperto della materia e già membro della commissione disciplinare della F.i.g.c., che ci illustrerà l’applicazione delle ADR in ambito sportivo. Tutte ADR che stanno prendendo sempre più campo nel panorama delle forme alternative alla giustizia ordinaria e che AccademiAdr sta sviluppando e diffondendo con grande impegno.

Quindi per questo evento l’appuntamento è per il giorno 21 marzo alle ore 15:00, presso gli uffici della Qcom in via Roggia Vignola n. 9, a Treviglio.

L’evento è in fase di accreditamento presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo ai fini della formazione obbligatoria avvocati.

Per ogni informazione su eventi e corsi consultare la pagina dedicata sul sito www.accademiadr.it

Avvocati in mediazione: negata l’ammissione al Patrocinio a spese dello Stato (Trib. di Roma 18/01/2018)

(commento alla pronuncia del Trib. di Roma del 11.02.2018)

di F. Perelli

E’ proprio vero: in ambito di media-conciliazione non si finisce mai di imparare e, spesso, di rimanere perplessi: è inammissibile il patrocinio a spese dello Stato per quelle attività di difesa svolte nei procedimenti di mediazione, anch’essa fosse a carattere obbligatorio. Chiarissimo il provvedimento emesso dal Tribunale di Roma  in data 11 gennaio 2018, a firma del Presidente, in cui si definisce l’orientamento su una questione di grande importanza e sulla quale il legislatore non ha mai fatto alcuna chiarezza. Il Tribunale esclude la possibilità di estensione del patrocinio a spese dello stato ai procedimenti di mediazione obbligatoria.

Nel caso in questione l’avvocato difensore aveva fatto istanza di liquidazione dei compensi inerenti l’assistenza svolta in fase di mediazione, a carattere obbligatorio, e nello specifico trattavasi di un professionista il cui cliente era stato ammesso al gratuito patrocinio. La procedura si era chiusa con un accordo fra le parti, e ritenevasi, data la natura (materia condominiale – impugnazione delibera assembleare) fase prodromica al giudizio.

Il Tribunale di Roma, ha rigettato l’istanza, escludendo l’applicabilità del patrocinio a spese dello Stato all’attività di assistenza nei procedimenti di mediazione obbligatoria, rilevando che in assenza di norme specifiche (in mediazione si prevede l’applicazione del gratuito patrocinio esclusivamente esonerando il cliente dalle spese eventualmente dovute all’Odm), si debba far riferimento in maniera letterale all’art. 75, D.P.R. n. 115/02, (Testo unico in materia di spese di giustizia) dal quale si evince che la procedura di mediazione, per quanto obbligatoria, non può considerarsi strumentale all’instaurazione di un contenzioso (anzi tende ad evitarlo) e che non esiste norma nè legge che preveda le spese a carico dello Stato.

In poche parole, sulla base di questa pronuncia il patrocinio a spese dello Stato non si applica all’attività del legale che abbia fornito assistenza poiché ciò non ha alcuna connessione con l’attività giudiziale.

Tutto ciò  lascia a dir poco perplessi: quale avvocato già iscritto alle liste per il gratuito patrocinio, assumerebbe un incarico di assistenza in mediazione e quale interesse avrebbero a “mettere in campo” una pratica collaborativa tesa al raggiungimento di un accordo tra le parti, comportando ciò l’ottenimento di un compenso zero (cosa che invece in giudizio non avverrebbe)?

Questa pronuncia del Presidente del Tribunale di Roma sembra andare contro corrente alla filosofia del legislatore e rispetto a un sistema nel quale si dovrebbe caldeggiare l’approccio alla mediazione, ovvero dare l’opportunità di definire le proprie liti, dare il diritto di difesa ed assistenza a chi, pur avendo i requisiti per usufruirne i benefici, non potrebbe avvalersene.

Chissà cosa ne penserà il legislatore di questa pronuncia. Forse sarebbe opportuna una celere presa di posizione che faccia chiarezza sull’argomento.

Se mai ci sarà.

Fp.

Scarica il testo del provvedimento:

Tribunale di Roma del 11/01/2018

 

AccademiAdr: a Bergamo i mediatori si aggiornano

Per la fine del mese di gennaio, esattamente per le date del 26 e del 27, AccademiAdr ha organizzato un evento dedicato alla figura professionale del Mediatore civile e commerciale: un corso di aggiornamento della durata di 18 ore, obbligatorio ai sensi del DM 180/10 e ss.mm.ii.

Il corso avrà luogo presso la sede di AccademiAdr ed è a numero chiuso. Ciò al fine di proporre un prodotto formativo concreto ed altamente performante, potendo contare sulla preparazione dell’avv. prof. Francesca Locatelli, Responsabile Scientifico dell’Ente di Formazione, e dell’avv. Alessandra Grassi, formatore accreditato dal Ministero e Responsabile del neonato Organismo di Mediazione bergamasco.

Alla luce della recente giurisprudenza in materia di media-conciliazione, sono tante le tematiche che verrano trattate ed analizzate, tanto da poter già ritenere che avranno vita due giornate di studio di assoluto valore professionale e formativo.

Oltre all’accreditamento presso il Ministero ai fini della formazione Mediatori, anche il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bergamo ha accreditato l’evento con il riconoscimento di nr. 9 crediti validi ai fini della formazione continua avvocati.

Per ogni info si rimanda il lettore alla pagina www.accademiadr.it/formazione-mediatori/

Mediazione in appello disposta dal giudice: avverata la condizione di procedibilità se presenti personalmente le parti

(CORTE APPELLO DI NAPOLI, SEZ. VII, ORD. 23 NOVEMBRE 2017)

Di grande interesse in campo di mediazione civile e commerciale risulta essere la pronuncia di un’ordinanza da parte della 7ma Sezione della Corte di Appello di Napoli del 23 novembre 2017.

Emerge innanzi tutto che, sulla base dell’art. 5, comma 2, d.lgs n. 28/2010, il giudice dell’appello può disporre l’esperimento della procedura di mediazione, senza tener conto dello svolgimento della mediazione obbligatoria nel primo grado di giudizio. L’ordinanza ricorda alle parti che per poter ritenere avverata la condizione di procedibilità della domanda giudiziale è necessaria la presenza personale delle parti, specificando che le stesse non potranno limitarsi ad una comparizione formale: la mancata o irrituale partecipazione delle parti senza giustificato motivo, obbligatoria o demandata, incide sulla procedibilità della domanda, anche proposta con l’atto di appello, sino a comportare la condanna al versamento della sanzione prevista, pari all’importo del contributo unificato.

In particolare poi nell’ordinanza, il giudice dell’appello obbliga le parti, per incentivarle ulteriormente a compiere un reale tentativo di conciliazione, ad informare la Corte dell’esito della procedura mediante nota, da depositare unitamente al verbale di mediazione almeno 30 gg. Antecedenti l’udienza successiva, che potrà contenere anche eventuali proposte conciliative, così da permettere di valutare la condotta processuale ai sensi degli artt. 91 comma 1 e 96 comma 3 c.p.c.

Questo provvedimento è la conferma di come l’istituto della mediazione debba essere considerato quell’utile strumento attraverso il quale, se effettivamente e concretamente approcciato ed usufruito, poter migliorare l’efficacia del sistema giudiziario tutto.

 

Fatta chiarezza in materia di spese di avvio, fissate in € 40,00/80,00 oltre Iva

Bergamo, 6 dicembre 2017.

Le spese di avvio dei procedimenti di mediazione sono fissate in € 40,00 euro per le mediazioni di valore fino ad € 250.000, ovvero in € 80,00 oltre Iva per quelle di valore superiore, così come previsto dal DM 180/2010. In relazione alla materia abbiamo posto una domanda chiarificatoria direttamente al Ministero della Giustizia (Dipartimento Affari di Giustizia). La derogabilità verso il basso è espressamente limitata alle sole spese di mediazione, considerando per spese le indennità indicate in tabella ministeriale. La risposta al quesito posto spiega le motivazioni per cui non è possibile, ad esempio, determinare le spese di avvio in € 30,00 oltre Iva, così come addirittura previsto dal Regolamento di un altro Odm:

Quando l’art. 16, comma 14, del DM 180/2010, consente la derogabilità verso il basso degli importi minimi delle indennità, sembra riferirsi unicamente alle spese di mediazione, non anche alle spese di avvio che, dunque, non solo non possono essere ridotte, ma neanche eliminate del tutto”.

Chiarezza, almeno in materia di spese di avvio, è fatta.

AccademiAdr