Consulenza tecnica in mediazione

Consulenza tecnica in mediazione: è possibile? Quando e  come viene fatta?

E’ ammissibile la produzione della consulenza tecnica effettuata durante lo svolgimento del procedimento di mediazione nel successivo giudizio civile?

La risposta è: Sì, con equo contemperamento tra l’esigenza di riservatezza e quella di economicità e utilità delle attività che convivono all’interno del  procedimento di mediazione civile e commerciale.

consulenza tecnica in mediazione

Consulenza tecnica in mediazione: aspetti normativi

All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il Responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta giorni dal deposito della domanda.

Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato.

Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento.

Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l’Organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari.               

Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell’Organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell’Organismo.

Il mediatore si adopera affinchè le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia.

Quando non può procedere ai sensi del comma 1, ultimo periodo, il mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali. Il regolamento di procedura dell’organismo deve prevedere le modalità di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti.                                                                                   

Consulenza tecnica in mediazione: quando è utile?

La consulenza tecnica in mediazione può rivelarsi uno strumento estremamente utile in questi casi:

  1. quando la concreta possibilità di accordo rischia di sfumare allorquando le parti non siano in grado, nonostante gli elementi emersi e sopra descritti, di convenire sull’estensione, sui confini o comunque sul valore del “bene” e non si riesca ad uscire dall’impasse con il ricorso a strumenti più snelli;
  2. quando la materia del contendere  è caratterizzata da un tasso di tecnicismo tale per cui non se ne può prescindere;
  3. quando il  mediatore, sollecitato dalle parti o da una di esse nella formulazione della proposta, ritenga sia necessario acquisire tale dato tecnico.

Ecco alcuni esempi pratici in cui la consulenza tecnica può servire alle parti e aiutarle a trovare una soluzione equa:

quantificazione del danno alla persona, in caso di responsabilità medica; valore delle singole quote ereditarie nelle controversie divisionali; valorizzazione delle quote societarie; perizia econometrica quando l’istante contesti l’anatocismo bancario/applicazione di interessi oltre il tasso soglia; sfratto per morosità: mediazione demandata dal giudice, ove il conduttore chieda la riduzione del canone per vizi e difetti dell’immobile locato.

Consulenza tecnica in mediazione: è valida e producile nel giudizio?

 

La giurisprudenza si è interrogata su vari aspetti della consulenza tecnica in mediazione, in particolare, della possibilità, in caso in cui non si avvenga a un accordo, di produrla e utilizzarla nel successivo giudizio.

Sono stati individuati tre requisiti che la consulenza tecnica in mediazione deve avere per essere presa in considerazione nell’eventuale giudizio.

  1. IL CONSULENTE DEVE ESSERE ISCRITTO PRESSO GLI ALBI DEL CONSULENTI PRESSO I TRIBUNALI

La scelta del consulente deve ricadere  su quegli  esperti che, in possesso dei requisiti per l’iscrizione agli albi presso i Tribunali, hanno messo al servizio del Giudice la propria professionalità e competenza.

Nell’accettare l’incarico, il consulente indicherà per iscritto l’assenza di motivi di incompatibilità e rende dichiarazione di imparzialità.

Inoltre, il consulente non potrà raccogliere o riportare dichiarazioni delle parti, salvo espresso consenso di entrambe.

2. LE PARTI ACCONSENTONO ALLA PRODUZIONE DELLA CONSULENZA

Va specificato, nel verbale di mediazione in cui il mediatore conferisce l’incarico al tecnico, se la perizia sarà da ritenersi riservata a producibile il giudizio.

In assenza di specificazione, la Giurisprudenza volge nel senso della producibilità: la stessa, infatti, non è il frutto di dichiarazione ed informazioni di parte, ma dell’elaborazione tecnico-specialistica di un soggetto terzo sulla base di elementi oggettivi.

3. RISPETTO DEL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO

Concordare l’elenco della documentazione condivisa tra le parti da sottoporre al CTU, eventualmente anche autorizzandolo a richiedere documentazione ulteriore o eseguire accessi presso gli uffici.

Per rispettare il principio del contraddittorio è necessario prevedere nel verbale la nomina o la possibilità di nomina entro un termine di consulenti di parti, il successivo l’inoltro della bozza di relazione alle parti o ai consulenti nominati   e concessione di un termine per eventuali osservazioni prima del deposito della relazione finale alla Segreteria dell’organismo.

Consulenza tecnica in mediazione: quali sono i vantaggi

Ecco alcuni tra i vantaggi della consulenza tecnica in mediazione:

Le parti potranno sottoporre di comune accordo al consulente i quesiti che meglio rispondano agli interessi coinvolti nella lite;

I costi della consulenza in mediazione sono più vantaggiosi di quelli del giudizio, oltre che prevedibili, anche tenuto conto del fatto che il regolamento di procedura dell’organismo prevede le modalità di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti, in linea usualmente con le modeste indennità di mediazione previste per legge e, in termini di convenienza economica, anche alla luce di eventuali convenzioni stipulate dall’organismo

La C.T.M. si adatta ai tempi di svolgimento e conclusione del procedimento di mediazione, che sono disponibili dalle parti e meno formali di quelli di un procedimento giudiziale.

Procura mediazione: quale serve?

La presenza personale delle parti è un elemento essenziale per la buona riuscita della procedura di mediazione.

Per agevolare la partecipazione personale delle parti, andando incontro alle esigenze organizzative quotidiane di tutti, AccademiADR, Organismo di Mediazione a Bergamo, Brescia, Crema, Como, Monza, Lecco e Milano,  si è dotata di strumenti idonei per esperire i procedimenti di mediazione online con procedura autorizzata dal Ministero della Giustizia con specifico Regolamento.

E’ possibile dare una procura per la mediazione, ovvero delegare un’altra persona o il proprio avvocato a partecipare?

Procura mediazione: cosa dice la Corte di Cassazione

procura mediazione

La mediazione è maturata molto dal marzo del 2010, quando è entrata a far parte del nostro ordinamento, e oggi offre una serie di vantaggi decisivi per la risoluzione dei conflitti sia per il cliente sia per l’avvocato.

Passo dopo passo, il legislatore ha posto le giuste strutture per lo sviluppo della mediazione definendone la natura e il ruolo del mediatore e degli avvocati e delle parti.

I commentatori e i giudici hanno cominciato a pronunciarsi per colmare le note lacune legislative ed eccoci inevitabilmente approdati in Corte di Cassazione.

Ecco i  tre principi della pronuncia 8473-2019 che la Corte ha così enunciato:

  1. nel procedimento di mediazione obbligatoria disciplinato dal d.lgs 28/2010 è necessaria la comparizione personale della parti davanti al mediatore, assistite dal difensore;
  2. nella comparizione obbligatoria avanti al mediatore, la parte può anche farsi sostituire da un proprio rappresentante sostanziale, eventualmente nella persona dello stesso difensore che l’assiste nel procedimento di mediazione, purché dotato di apposita procura sostanziale;
  3.  la condizione di procedibilità può ritenersi realizzata al termine del primo incontro davanti al mediatore, qualora una o entrambe le parti, richieste dal mediatore dopo essere state adeguatamente informate sulla mediazione, comunichino la propria indisponibilità di procedere oltre.

Procura sostanziale mediazione: fac simile

Ecco un esempio pratico di procura sostanziale che si può utilizzare nella procedura di mediazione.

 

PROCURA SOSTANZIALE PER IL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE

 

Il sottoscritto/a ________________________________ c.f. __________________________ nato/a a __________________________________________ (_____) il ___/___/________ e residente a ___________________________ (____) alla via _________________________________ n. ________ in qualità di __________________________________________________________________________ dell’impresa/società/ente________________________________, p.iva _________________________, con sede in ____________________________ (_____), alla via __________________________ n. ____

 

conferisce procura speciale a

___________________________________ c.f. _____________________________ nato/a a _______________________________ (_____) il ___/___/_______ e residente a ___________________________ (____) alla via __________________________________ n. ________

affinché in suo nome, in sua vece e per suo conto intervenga avanti l’Organismo di mediazione AccademiADR nel procedimento di mediazione n. ____/_______, instaurato da ____________________________________________________________________________________

nei confronti di _______________________________________________________________________

ed avente ad oggetto
(specificare dettagliatamente l’oggetto della mediazione)_______________________________________ ________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

conferendo al nominato procuratore ogni più ampio potere, compresi quelli di promuovere la mediazione / aderire alla procedura di mediazione, intervenire al primo incontro e agli eventuali successivi, stabilire rinvii presiedendo ai medesimi, pagare ed incassare somme, pagare gli oneri dovuti all’Organismo, assumere impegni finalizzati alla composizione amichevole della controversia, pattuire termini, condizioni e modalità dell’esecuzione dell’accordo, assumere obblighi di riservatezza in merito alle dichiarazioni rese ed alle informazioni acquisite durante il procedimento qualora vi sia l’accordo di tutte le parti del procedimento.

All’uopo, si dichiara che il nominato procuratore è completamente a conoscenza dei fatti e, pertanto, gli si conferisce espressamente il pieno potere di disporre dei diritti sostanziali che sono oggetto della richiamata procedura di mediazione e fare tutto quanto altro utile ed opportuno per il buon fine di questa procura.

Il tutto con promessa di rato e valido e sotto gli obblighi di legge.

Autorizza il procuratore e l’Organismo di Mediazione incaricato al trattamento dei propri dati personali ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e dell’art. 13 del GDPR (Regolamento UE 2016/679).

 

 

_______________________, lì _____________

 

All.: fotocopia documento identità del delegante

Corso mediatore civile

Corso mediatore civile

Per risolvere i tuoi problemi legali, oggi puoi evitare di andare in Tribunale davanti a un giudice, ma puoi rivolgerti al mediatore civile presso un Organismo di Mediazione risparmiando tempo e denaro e la soluzione della tua controversia resta sotto il tuo controllo!

Scopriamo insieme chi è il mediatore civile, cosa fa e come si può diventare mediatore.

Corso mediatore civile: un’opportunità professionale.

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Il mediatore svolge il procedimento di mediazione, una procedura alternativa di risoluzione delle controversie rispetto al giudizio ordinario.

La Mediazione viene definita come l’attività di assistenza a due soggetti finalizzata sia alla ricerca di un accordo amichevole per la risoluzione di una disputa, sia alla proposta di una soluzione della stessa.

Il mediatore civile, quindi,  non é un giudice ma é un facilitatore,  terzo imparziale che, utilizzando le tecniche di comunicazione efficace, PNL, problem solving, aiuta le parti a trovare la soluzione più soddisfacente al loro conflitto.

Ma come si diventa oggi mediatori civili?

Può diventare mediatore civile chi è in possesso di una laurea almeno triennale e senza limiti di materia o, in alternativa, chi è iscritto a Ordini o Collegi professionali, come per esempio Geometri, Ragionieri, Psicologi.

Bisogna frequentare un corso di formazione per mediatore civile commerciale della durata di 50 ore presso un Ente di Formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia.

L’ente di formazione può essere sia pubblico sia privato e viene iscritto in un apposito Registro, denominato Registro Enti di Formazione presso il Ministero della Giustizia in seguito alle verifiche del possesso di specifici requisiti.

AccademiADR è Ente di formazione con sede in Bergamo, Galleria Cosimo Fanzago iscritto al numero 445 del Registro Enti di Formazione.

Puoi  trovare l’elenco completo degli Enti di formazione sul sito del Ministero della Giustizia.

AccademiADR organizza a Bergamo ogni anno il corso mediatore civile base di 50 ore per mediatore civile commerciale  e il corso di aggiornamento per mediatori civili commerciali.

Il programma del corso mediatore civile comprende: la storia della conciliazione, la normativa in materia di conciliazione, le tecniche di Comunicazione e Negoziazione per mediatori civili, come condurre un incontro di conciliazione, simulazioni di casi concreti.

Una volta concluso il corso mediatore civile, con frequenza obbligatoria, dovrete superare un esame scritto e orale.

Superato l’esame siete mediatori civili!

Vuoi iscriverti al corso per mediatore civile commerciale?

ECCO LA LOCANDINA DELLA PROSSIMA EDIZIONE

ECCO IL MODULO D’ISCRIZIONE AL CORSO

Corso mediatore civile: e dopo?

Per esercitare la professione di mediatore civile dovrai far domanda di iscrizione nelle liste dei mediatori di uno o più Organismi di mediazione, e, una volta nelle liste, l’Organismo di Mediazione vi fornirà i casi da gestire.

Il corso mediatore civile è solo l’inizio di una splendida avventura!

Il mediatore dovrà tenersi sempre aggiornato e fare dei tirocini obbligatori ( 20 ogni due anni) presso gli Organismi accreditati.

AccademiADR seleziona accuratamente i propri mediatori civili commerciali e ne valorizza la specializzazione, la professionalità e l’esperienza.

Scopri la chi sono i mediatori di AccademiADR che lavorano sulle sedi di Bergamo, Lecco, Crema, Milano, Brescia Como e Monza Brianza.

Negoziazione assistita e mediazione

Negoziazione e mediazione civile commerciale: due strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.

Oggi è possibile risolvere una controversia senza andare in Tribunale, grazie alle procedure che sono ” alternative” al giudizio ordinario in cui un giudice decide il torto e la ragione.

Negoziazione Assistita e Mediazione a confronto

negoziazione-assistita-e-mediazione

Se  pensi che per risolvere un problema l’unica strada sia quella di andare in Tribunale spendendo tanti soldi e perdendo tanto tempo, allora leggi questo articolo perché non è davvero così: oggi puoi evitare di andare in tribunale!

Con lo scopo di  ridurre l’enorme arretrato dei tribunali, gli ultimi governi hanno introdotto nuovi strumenti per favorire la risoluzione alternativa delle cause in via transattiva prima ancora del loro insorgere.

E’ possibile ottenere accordi preventivi tra le parti in lite, grazie all’aiuto di mediatori specializzati o di dei relativi avvocati avviando procedure di risoluzione alternativa delle controversie.

In alcuni casi, prima di iniziare una causa è addirittura obbligatorio avviare una trattativa con la controparte per cercare un accordo.

Se il tentativo di trattativa non viene fatto:

–        È impossibile rivolgersi dopo al giudice perchè è una “condizione di procedibilità”);

–        partecipare solo formalmente alla procedura o rifiutare di partecipare senza un giustificato motivo a sarà un comportamento di cui il giudice verrà dopo messo a conoscenza e di cui terrà conto ai fini di una eventuale condanna al pagamento delle spese processuali.

Le principali procedure di risoluzione delle controversie da seguire obbligatoriamente, senza andare in Tribunale sono due:

  1. la mediazione civile commerciale
  2. la negoziazione assistita dagli avvocati.

Questi obblighi non sussistono per tutti i tipi di cause, ma solo per alcuni: ossia, in determinati casi è necessario attivare la mediazione civile commerciale e in altri la negoziazione assistita.

Mediazione civile obbligatoria

La mediazione obbligatoria impone, a chi vuol intraprendere una causa, di rivolgersi prima a un Organismo di Mediazione situato nella città ove si trova il tribunale competente a decidere la specifica controversia.

Rivolgendosi ad un Organismo di mediazione, le parti con i loro avvocati, con calma e serenità cercano una soluzione soddisfacente, alla presenza di un mediatore, neutrale e imparziale che, in totale riservatezza, aiuta le parti nel percorso conciliativo a ritrovare quel dialogo che possa permettere di individuare rapidamente la risoluzione al conflitto, formalizzandola con un verbale.

Il verbale di accordo sottoscritto dalle parti e dai loro avvocati alla presenza del mediatore ha lo stesso valore della sentenza ottenuta dal giudice dopo anni di causa.

Negoziazione assistita obbligatoria

La negoziazione assistita obbligatoria, invece, si svolge all’interno dello studio degli avvocati.

Il legale di chi intende agire in giudizio invia, prima di iniziare il giudizio, una comunicazione all’altra parte invitandola a firmare una convenzione di negoziazione assistita finalizzata a raggiungere un accordo, evitando la causa, in cui si stabiliscono le modalità da seguire durante la procedura di risoluzione della controversia. Se entro 30 giorni non si riceve risposta o la risposta, nel medesimo termine, è negativa, allora la parte è libera di avviare l’azione giudiziale. Diversamente, si proseguirà nel cammino definito dagli avvocati e rivolto alla firma dell’accordo.

Negoziazione assistita e mediazione: qual’è preferibile?

 

E’ chiaro che la differenza fondamentale tra queste due procedure di risoluzione alternativa delle controversie è la presenza di un professionista specializzato: il mediatore civile.

La Corte Costituzionale, con pronuncia 97 del 2019, pubblicata il 18 aprile 2019 ha enunciato che :

la presenza di un terzo del tutto indipendente rispetto alle parti giustifica, infatti, le maggiori possibilità della mediazione, rispetto alla negoziazione assistita, di conseguire la finalità cui è preordinata”

Leggi la sentenza completa: Sentenza Corte Costituzionale

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La mediazione civile commerciale e la negoziazione assistita, sono procedure di risoluzione alternativa delle controversie che possono essere attivate non solo nei casi in cui è obbligatorio.

Le parti, infatti, possono rivolgersi a un Organismo di mediazione in tutti i casi in cui si debba risolvere un problema che abbia come oggetto dei diritti disponibili.

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